I mazzi di carte più antichi in assoluto: un viaggio nella storia e nella grafica

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Le carte da gioco, non solo semplici strumenti per il divertimento, sono anche un affascinante esempio di grafica e design. Le loro origini in Italia risalgono al XIV secolo, e da allora la loro storia si intreccia con quella dell’arte e della cultura del nostro paese.

Le prime carte da gioco italiane erano realizzate a mano, spesso da artisti di rilievo. Le figure erano dipinte con grande cura e attenzione ai dettagli, e i semi erano rappresentati da simboli semplici ma evocativi. Le carte più antiche presentavano una varietà di semi, tra cui bastoni, coppe, denari e spade, che si sono poi stabilizzati nei semi francesi di cuori, picche, fiori e quadri.

L’evoluzione della grafica:

Nel corso dei secoli, la grafica delle carte da gioco si è evoluta in parallelo con le tecniche di stampa e le tendenze artistiche. Nel XV secolo, con l’introduzione della xilografia, la produzione di carte divenne più economica e diffusa. Le figure si standardizzarono e i semi assunsero un aspetto più decorativo.

Illustratori e artisti:

Nel XVI secolo, artisti di fama come Mantegna e Raffaello iniziarono a disegnare carte da gioco, elevandone il valore artistico. Le loro incisioni, ricche di dettagli e di simbolismo, conferirono alle carte un’eleganza e una raffinatezza mai viste prima.

Significato dei disegni:

Ogni carta da gioco ha un suo significato intrinseco. Le figure rappresentano personaggi di diverse classi sociali, mentre i semi simboleggiano gli elementi della natura o i valori spirituali. Ad esempio, il Re di Denari rappresenta la ricchezza e la stabilità, mentre la Regina di Coppe rappresenta l’amore e la compassione.

Le carte da gioco oggi:

Oggi, le carte da gioco sono ancora un elemento importante della cultura popolare italiana. Le loro immagini iconiche continuano ad affascinare e ispirare artisti e designer. La loro storia e la loro evoluzione grafica ci offrono un affascinante spaccato sulla società e sulla cultura italiana del passato e del presente.

Le carte dia gioco più antiche, ecco la classifica

Una delle forme d’intrattenimento maggiormente diffuse in Italia, così come nel mondo, è quella relativa ai giochi di carte. Capita di frequente alle persone di prendersi una breve pausa per una partita in compagnia, o addirittura c’è chi realizza dei prestigiosi solitari. Tuttavia, i simboli raffigurati sui mazzi di carte italiani possono essere soggetti di uno studio etimologico piuttosto approfondito. I suddetti simboli sono da considerare come un vero e proprio pezzo di storia, tanto che si ergono a manifesto di specifiche peculiarità regionali. Ciascun mazzo di carte, dunque, custodisce i suoi segreti, i quali sono relativi al territorio d’appartenenza. Ma quali sono i mazzi di carte più antichi in assoluto? Segue una speciale classifica.

Carte bresciane

Il mazzo di carte bresciane è l’unico che attualmente contiene 52 carte, mentre gli altri ne hanno 40. Risalente alla metà del Settecento, la sua storia è tra le più antiche in assoluto, tant’è che gli abitanti di Brescia all’epoca giocavano a cicera bigia, una variante dell’attuale scopa. Tra le caratteristiche da segnalare relative alle carte bresciane, una in particolare è da porre al centro dell’attenzione: queste carte sono le più piccole in assoluto in circolazione.

Carte napoletane

Le carte napoletane non solo rientrano nella classifica in quanto antiche, ma risultano anche le più diffuse in Italia. Difficilmente esiste una famiglia che non conserva in casa un mazzo di carte napoletane, e tale affermazione è valida praticamente per tutto il centro-sud della nostra penisola. Si può facilmente intuire sia dalle acconciature che dall’abbigliamento delle figure l’appartenenza storica di queste specifiche carte, e le si possono perciò collocare nel XVI secolo.

In tanti si servono delle carte napoletane anche per cercare di ottenere risposte a domande specifiche, e collegate indissolubilmente al proprio futuro sentimentale ed economico (ma non solo). Come? Tramite il noto metodo a due. Se non si conoscono le combinazioni dei simboli e i rispettivi valori, si può consultare il significato del metodo a due in un articolo redatto con minuziosa attenzione, e disponibile sulla sezione blog del portale delle slots di Betway.

Primiera bolognese

Le carte della primiera bolognese presentano una forma stretta, ma soprattutto risaltano in quanto più lunghe rispetto alle altre. Come indica il nome, questo mazzo si è diffuso insieme al gioco stesso della Primiera nel Cinquecento. Oggigiorno queste carte vengono impiegate perlopiù nella campagna romagnola, mentre all’epoca erano parecchio utilizzate a Bologna.

Carte toscane e fiorentine

Le carte toscane si sono diffuse a partire dal XIV secolo, e si distinguono da quelle fiorentine perché queste ultime vengono impiegate esclusivamente nella città di Firenze. Inoltre, le carte fiorentine sono le più grandi d’Italia, mentre le toscane risultano uniformi. Si segnala che all’epoca le figure raffigurate sulle carte toscane presentavano atteggiamenti differenti rispetto ad oggi, ma furono poi “normalizzate” agli inizi del Novecento.

Carte triestine

Le carte triestine si sono diffuse intorno agli inizi del Settecento, e hanno preservato le loro figure stilizzate. Le dimensioni di queste carte risultano più massicce, anche se la caratteristica di maggior interesse è data dalle incisioni dei motti e detti regionali presenti sugli assi. Le triestine, dunque, sono carte che possono essere impiegate per studiare l’antico dialetto del Friuli-Venezia Giulia.

Carte trevisane

Le carte trevisane, anch’esse più lunghe (quasi quanto le bolognesi) rispetto a quelle presenti negli altri mazzi regionali, risalgono al XVIII secolo. I primi mazzi, composti da 52 carte, sono tuttora custoditi in una sezione del Museo Correr di Venezia. Nel tempo si sono diffusi alcuni detti e motti relativi alle carte trevisane, le quali sono ancora in circolazione in tutto il Veneto e in parte nel Friuli. Ad esempio, il fante di spade è chiamato pampalugo, mentre gli altri fanti hanno l’appellativo di “vecia” (vecchia).

Illustratori di carte da gioco italiane:

XV secolo:

  • Baldassarre degli Embriachi: pittore e miniaturista, realizzò le carte da gioco del Trionfi di Petrarca, considerate un capolavoro dell’arte miniaturistica.
  • Antonio da Monza: incise le carte da gioco con i semi di bastoni, coppe, denari e spade, che divennero lo standard per le carte italiane.

XVI secolo:

  • Mantegna: realizzò le carte da gioco per la corte dei Gonzaga, con figure ispirate alla mitologia classica.
  • Raffaello: disegnò le carte da gioco per il gioco del Pasquino, con figure allegoriche e scene di vita quotidiana.
  • Girolamo Mocetto: incise le carte da gioco con i semi di fiori, cuori, picche e quadri, che si diffusero in tutta Europa.

XVII-XVIII secolo:

  • Stefano della Bella: incise le carte da gioco con scene di caccia e di vita militare.
  • Jacques Callot: realizzò le carte da gioco con figure grottesche e satiriche.
  • Pietro da Cortona: disegnò le carte da gioco per il gioco della Tarocchini, con figure ispirate alla mitologia e all’astrologia.

XIX-XX secolo:

  • Angelo Asioli: pittore e illustratore, realizzò le carte da gioco con uno stile Liberty.
  • Severo Pozzati: disegnò le carte da gioco con uno stile naif e caricaturale.
  • Giorgio De Chirico: realizzò le carte da gioco con uno stile metafisico.

Illustratori contemporanei:

  • Milo Manara: ha reinterpretato le carte da gioco con un stile erotico e sensuale.
  • Lorenzo Mattotti: ha disegnato le carte da gioco con uno stile onirico e surreale.
  • Zerocalcare: ha realizzato le carte da gioco con uno stile ironico e satirico.

*foto di copertina: rivalta-trebbia.it

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